Cosa sono i Disturbi dell’Alimentazione (DCA)

I Disturbi dell’Alimentazione sono un problema diffuso nel nostro Paese, ma la loro conoscenza è ancora scarsa. In parte questo è dovuto alla disinformazione dei mezzi di comunicazione, e in parte alla formazione non specifica ricevuta dagli operatori del settore (psichiatri, psicoterapeuti, dietologi). Le informazioni non corrette portano le persone affette da questi disturbi ad avere idee sbagliate circa la causa del loro problema, ed a intraprendere trattamenti non adeguati, che possono, in taluni cani, anche ad aggravare il disturbo.

“I Disturbi dell’Alimentazione nelle ultime due decadi hanno tratto un gran interesse nei media e nella gente comune, ma tutt’ ora costituiscono un enigma per i ricercatori è una difficile sfida per clinici. Le loro cause non sono note, anche se un’ interazione complessa di fattori biologici, psicologi e sociali sembra giocare un ruolo potenziale nell’ aumentare il rischio del loro sviluppo…”

Riccardo Dalle Grave (segretario scientifico AIDAP )

I Disturbi dell’Alimentazione sono definiti come persistenti disturbi del comportamento alimentare e/o del comportamento finalizzato al controllo del peso, che danneggiano la salute fisica e il funzionamento psicosociale, essi non sono secondari ad nessuna condizionatore medica o psichiatrica conosciuta.
Chi soffre di Disturbi dell’Alimentazione giudica il proprio valore praticamente solo in termini di peso e di forma corporea e sulla capacità di controllo dell’alimentazione.
Il Dominio principale della loro vita è il peso e/o la forma corporea, con il conseguente impoverimento degli altri aspetti della vita (relazioni sociali, scolastiche, lavorative, sentimentali, ecc.)

I Disturbi dell’Alimentazione sono gli unici disturbi psichiatrici che coinvolgono soprattutto in termini di complicanze mediche; le restrizioni dietetiche e i comportamenti di compenso (per esempio il vomito , uso di lassativi, ecc.) possono creare gravi complicanze organiche che, se non adeguatamente trattate, possono costituire un fattore di rischio per la salute e per la vita stessa.

Per questa estrema commistione tra le problematiche psichiche e mediche , l’intervento più adeguato è di tipo multidisciplinare e si fonda sulla collaborazione di diverse figure professionali: in primo luogo lo psicoterapeuta esperto in materia, che attraverso uno o più colloqui di valutazione definisce con il paziente il percorso di cura e , in rapporto alla gravità, l’intervento delle altre figure professionali , quali lo psichiatra, il medico internista e il dietologo.

I Disturbi alimentari sono:

La prospettiva transdiagnostica

Si parla di prospettiva transdiagnostica in primo luogo perché l’Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e Disturbo dell’Alimentazione condividono lo stesso nucleo psicopatologico, cioè l’eccessiva preoccupazione nei riguardi del peso e delle forme corporee. Questo nucleo psicopatologico non esiste in nessun’altra malattia psichica ed è importante sottolinearlo perché rende comprensibile la maggior delle caratteristiche di questi disturbi, come ad esempio la dieta ferrea, i comportamenti di compenso (vomito, lassativi ecc ecc.), la preoccupazione nei confronti del mangiare, il pesarsi frequentemente o il non pensarsi affatto, sono fattori comprensibili se ci si rende conto che, per le persone che soffrono di DCA, il peso e la forma corporea sono forse l’ unico mezzo per valutare il proprio valore e che entrambi debbano essere mantenuti sempre sotto strettissimo controllo.

Inoltre oltre avere lo stesso nucleo psicopatologico, come descritto qui sopra, tali patologie, rarissimamente rimangono costanti, la migrazione da un disturbo all’altro è spesso frequente.

Caratteristiche principali dei disturbi dell’alimentazione

  • anomalie del comportamento alimentare e/o di comportamenti di controlli del peso persistenti (almeno tre mesi);
  • eccessiva valutazione del peso e/o della forma del corpo e/o del controllo dell’alimentazione (es. pesare ripetutamente il cibo, contare calorie, misurare frequentemente parti del corpo, continui check);
  • danni alla salute fisica e al funzionamento psicosociale ( il peso e le forme corporee come Dominio principale della vita) causati dalle anomalie del comportamento alimentare, del controllo dell’alimentazione e dall’eccessiva valutazione del peso e delle forme del corpo.

Come trattiamo i Disturbi del Comportamento Alimentare

Se pensi di avere un disturbo del comportamento alimentare e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Milano, via Buonarroti 19, 20149 Milano (M2 Buonarroti):

È inoltre possibile consultare la pagina dei contatti.

Come si trattano i DCA: interventi specialistici

Équipe

All’interno del Centro Clinico di Psicologia di Milano collabora un’équipe multidisciplinare (psicoterapeuta, medico internista, nutrizionista, psichiatra) che si rivolge, attraverso interventi specialistici, a tutte le persone che si trovano ad affrontare un disagio legato ai disturbi del comportamento alimentare e al proprio corpo e che cercano una risposta alla loro domanda d’aiuto.

L’équipe segue le indicazioni formative dell’AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso) per il trattamento dei disturbi alimentari.

  • Dott.ssa Maria Grazia Galimberti
    Psicologa, Psicoterapeuta
    Responsabile Unità Operativa Locale AIDAP di Milano2
  • Dott.ssa Mara Caloni
    Medico internista (Nefrologa – Dietologa)
  • Dott.Andrea Ferella
    Psicologo-psicoterapeuta

Consultazione psicologica

  • Colloqui volti alla valutazione della domanda di cura e a determinare il tipo di intervento necessario: psicoterapia, o invio ad altre strutture (day-hospital; comunità specialistiche)
  • Psicoterapia individuale a orientamento cognitivo – comportamentale CBT (terapia cognitiva- comportamentale)

La letteratura psicologica ha proposto numerose e teorie per spiegare lo sviluppo e il mantenimento dei Disturbi dell’ Alimentazione. Tra queste, la teoria cognitivo comportamentale (CBT) è quella che più ha influenzato il trattamento basato sull’evidenza scientifica (LINEE GUIDA NICE).

Cognitivo comportamentale significa che l’intervento analizza principalmente i pensieri (cognitivo) e i comportamenti (comportamentale) implicati nel mantenimento dei Disturbi dell’Alimentazione.
Transdiagnostica significa che la terapia è applicabile a tutti i disturbi dell’alimentazione (Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, Disturbi dell’Alimentazione BED).

Psicoterapia di sostegno per la coppia genitoriale

Il Centro Clinico di Psicologia può fornire un supporto alla coppia genitoriale, particolarmente indicato in caso di pazienti minorenni, giovani o a breve distanza dall’esordio dei sintomi. Questo intervento ha lo scopo di diminuire significativamente i livelli di emotività espressa familiare e di modificare alcune modalità d’interazione che possono avere un ruolo importante nello sviluppo e nel mantenimento del disturbo.

Valutazione psichiatrica e terapia psicofarmacologica

Una valutazione psichiatrica può essere necessaria nei casi in cui i livelli di ansia e/o depressione dovessero essere troppo elevati e quindi inficiare il trattamento psicoterapeutico e può considerare la prescrizione farmacologica. In generale, comunque, la somministrazione dei farmaci non deve essere utilizzata come unico trattamento dei disturbi dell’alimentazione, ma come eventuale supporto al trattamento stesso. Le evidenze scientifiche mostrano che, in molti casi, la combinazione di trattamenti psicoterapici e psicofarmacologico può contribuire al miglioramento dei sintomi dei disturbi dell’alimentazione.

Anoressia Nervosa

Anoressia nervosa: chi colpisce?

L’Anoressia Nervosa è una patologia che colpisce lo 0,4% delle giovani donne, con una tipica insorgenza nell’adolescenza o nella prima età adulta, ultimamente si è riscontrata una incidenza anche nella tarda infanzia e nell’eta adulta.
I dati clinici infatti hanno segnalato che l’incidenza del disturbo è oggi in aumento a fronte di una riduzione dell’età di insorgenza, per cui si osservano casi ad esordio tardo infantile (11-12 anni) o nell’età adulta (spesso in seguito a traumi come separazioni o perdita del lavoro). Il disturbo riguarda specialmente il sesso femminile con un rapporto maschi/femmine di uno a dieci.

Caratteristiche dell’anoressia nervosa e decorso

L’Anoressia Nervosa, nei casi tipici inizia nell’adolescenza con una marcata perdita di peso e il raggiungimento di peso corporeo molto basso.
La perdita di peso è perseguita attivamente mediante una dieta ferrea e molto ipocalorica , alcune persone associano un’attività fisica eccessiva e compulsiva, altre, per dimagrire si inducono il vomito o utilizzano altre forme non salutari di controllo del peso come l’uso di diuretici e di lassativi.
Nell’adolescenza, talvolta, il disturbo è breve e guarisce senza alcun intervento, ma spesso persiste, richiedendo interventi specialistici complessi. Lo sviluppo di comportamenti bulimici è molto frequente e circa la metà delle persone affette da AN migra verso una diagnosi di Bulimia Nervosa (Prospettiva Transdiagnostica).

Sono spesso presenti altri sintomi come depressione, difficoltà di concentrazione, ansia, pensieri ossessivi, perdita d’interesse in più settori della vita (scuola, relazioni sociali, lavoro); con la normalizzazione del peso questi sintomi spesso scompaiono o migliorano sensibilmente.

In generale si può dire che un intervento tempestivo, soprattutto se il problema si è sviluppato in giovane età, migliora l’esito della cura bloccando il rischio di cronicizzazione della sintomatologia psichica, ed evitando le complicanze mediche.

I tratti distintivi dell’anoressia nervosa sono (secondo i criteri del DSM V)

  • restrizione nell’assunzione di calorie in rapporto alla necessità, che porta ad un peso corporeo significativamente basso nel contesto di età, sesso. Il peso corporeo significativamente basso è definito come un peso inferiore al minino normale;
  • intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi;
  • alterazione di come viene vissuto dall’ individuo il peso o la forma corporea, con conseguente eccessiva influenza del peso e della forma corporea sui livelli di autostima, oppure persistente mancanza di riconoscimento della gravità del sottopeso.

Come trattiamo l’Anoressia Nervosa

Se pensi di avere problemi legati all’anoressia e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Milano, via Buonarroti 19, 20149 Milano (M2 Buonarroti):

È inoltre possibile consultare la pagina dei contatti.

Bulimia Nervosa

Chi colpisce

La Bulimia Nervosa è una patologia che colpisce l’1% delle adolescenti e delle giovani. L’incidenza del disturbo è oggi in aumento, fino a 11-13 nuovi casi per 100.000 abitanti all’anno. Come per l’ Anoressia l’esordio avviene in adolescenza e nella prima età adulta. Gli uomini sono colpiti raramente e non si hanno dati per affermare che il disturbo sia in aumento tra i maschi. Le persone colpite sono generalmente di peso normale, solo in alcuni casi presentano una condizione di obesità.

Caratteristiche della bulimia nervosa e decorso

La Bulimia Nervosa sovente inizia con una dieta ferrea e con caratteristiche e intenti simili a quelli dell’Anoressia Nervosa. La restrizione dietetica viene presto interrotta dall’insorgere di comportamenti di abbuffata; di conseguenza il peso corporeo rimane nella norma. Nella maggior parte dei casi le abbuffate sono seguite da comportamenti di compenso eliminativi (vomito, lassativi, diuretici) o, in alcuni casi, non eliminativi (restrizione dietetica estrema, esercizio fisico eccessivo). Il passaggio all’Anoressia Nervosa è raro, mentre è frequente un’evoluzione verso i Disturbi dell’Alimentazione BED.

Il complesso dei sintomi che sovente si associa alla Bulimia Nervosa può condurre al peggioramento delle relazioni sociali e dalla carriera scolastica o lavorativa ma un intervento tempestivo può ridurre sensibilmente il tasso di cronicizzazione.

I tratti distintivi della Bulimia Nervosa sono (secondo i criteri del DSM V)

  • ricorrenti episodi di abbuffata (assunzione di grandi quantità di cibo e perdita di controllo), la media deve essere almeno una volta la settimana per un periodo temporale di almeno tre mesi;
  • ricorrenti Comportamenti di compenso (es. vomito autoindotto, uso improprio di lassativi e diuretici, digiuno forzato, esercizio fisico eccessivo e compulsivo), per prevenire l’aumento di peso;
  • i livelli di autostima sono strettamente legati al peso e alle forme corporee.

Come trattiamo la bulimia nervosa

Se pensi di avere problemi legati alla bulimia e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Milano, via Buonarroti 19, 20149 Milano (M2 Buonarroti):

È inoltre possibile consultare la pagina dei contatti.

DISTURBO DELL’ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED: binge estingue disorder)

Chi colpisce

Il BED colpisce circa il 3% della popolazione e si verifica in persone normopeso/sovrappeso e obesi.

È importante sottolineare che va distinto dall’obesità perché le persone obese innanzitutto non rientrano nelle patologie psichiatriche (l’Obesità è una malattia prettamente medica) e, in secondo luogo, non si abbuffano. Il 10% delle persone obese risultano affetti dal BED .

Tipicamente il disturbo nasce nell’adolescenza o nella prima età adulta e, in generale, ha un’età d’insorgenza più elevata sia dell’Anoressia Nervisa sia della Bulimia Nervosa .

La prevalenza tra femmine e maschi è, rispettivamente, di 1,6% e 0,8%.

 

I TRATTI DISTINTIVI DEL BED (secondo i criteri disdbostici del DSM 5)

 

  1.  ricorrenti episodi di abbuffate;
  2. gli episodi di abbuffate sono associati a tre o più dei seguenti aspetti: mangiare in modo molto rapido, magiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni, mangiare grandi quantità di cibo anche se non si è affamati, mangiare da soli, sentimenti di disgusto verso se stessi, depressione e grande senso di colpa dopo l’episodio;
  3. presente un marcato disagio riguardo le abbuffate;
  4. l’abbuffata non è associata a condotte compensatorie come per la Bulimia Nervosa.

Le cause potenziali dei disturbi del comportamento alimentare

 

Non è facile determinare le cause di questi disturbi, la letteratura del settore evidenzia numerosi fattori di rischio potenziali: i fattori di rischio non sono fattori causali o determinanti la malattia, ma fattori che incrementano il rischio di svilupparla.

 

Fattori di rischio generali

sesso femminile

Le donne subiscono maggiormente la pressione sociale verso la magrezza e quindi sono maggiormente indotte a fare le diete, che aumentano di otto volte il rischio di sviluppare un disturbo alimentare

adolescenza e prima età adulta

Quando l’identità non è ancora ben definita, le situazioni stressanti minacciano il senso di autocontrollo e la dieta diventa un modo per riacquistarlo.

Inoltre, soprattutto nell’anoressia nervosa, l’assunzione di caratteristiche fisiche prepuberali, può costituire un nido sicuro che protegge dalle sfide dell’adolescenza vivere in una società occidentale: le società occidentali enfatizzano la magrezza con molti preconcetti sull’obesità, vissuta come una mancanza di volontà e non come una malattia.

 

Fattori di rischio individuali

 

Caratteristiche presenti all’interno della famiglia

 

  • presenza del disturbo alimentare all’interno della famiglia;
  • depressione;
  • alcolismo;
  • tratti ossessivi o perfezionistici;
  • obesità.

 

Esperienze prima dello sviluppo del disturbo alimentare

 

 

  • complicazioni prenatali o perinatali (comprese nascite premature);
  • interazioni familiari problematiche che possono favorire il disturbo, ma soprattutto agire nel mantenimento del disturbo stesso (eccessiva protezione che scoraggia l’autonomia);
  • abusi sessuali;
  • esperienze di derisione per il peso;
  • lavori, sport, o attività che incoraggiano la magrezza (modelle, ballerine, ginnaste, fondiste).

 

Caratteristiche individuali

Obesità

La predisposizione all’obesità, in un ambiente culturale che enfatizza la magrezza, può favorire l’eccessiva preoccupazione per il peso e per la forma del corpo e incoraggiare la dieta ferrea.

Problemi alimentari nella prima infanzia

Conflitti alimentari, le discussioni sul mangiare e un’atmosfera non piacevole durante i pasti si associano allo sviluppo di Anoressia Nervosa.

Tratti di personalità

Necessità generale di autocontrollo, perfezionismo, bassa autostima e pensiero tutto-nulla. Un altro tratto presente, soprattutto quando ci sono abbuffate e comportamenti di compenso, è la difficoltà di tollerare e gestire le emozioni, che sono spesse eccessive o coartate.

Disturbi d’ansia

anche pregressi rispetto all’insorgenza del DCA

Problemi interpersonali

lutti non risolti, dispute con amici o parenti, difficoltà a formare o mantenere rapporti, problemi inerenti alle fasi di transizione della vita (es. separazioni dalla famiglia per motivi di studio, lavoro, matrimonio) possono contribuire allo sviluppo del problema alimentare. I sintomi dei disturbi alimentari spesso portano con sé un messaggio interpersonale o hanno una funzione interpersonale, cioè possono essere un modo per chiedere aiuto o esprimere rabbia.

Comportamenti

dieta

Le diete sono uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo dei disturbi dell’alimentazione.

Se pensi di avere problemi legati al un disturbo dell’alimentazione e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Milano, via Buonarroti 19, 20149 Milano (M2 Buonarroti):

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Le conseguenze dei disturbi del comportamento alimentare

Danni fisici

Dieta ferrea, sottopeso, vomito autoindotto, attività fisica eccessiva e uso improprio di diuretici o lassativi possono portare a delle complicanze sul piano organico fino a compromettere in modo marcato la qualità della vita. È importante rilevare che quasi tutte le complicanze fisiche nei disturbi dell’alimentazione si correggono con il recupero del peso e l’eliminazione dei comportamenti di compenso. Chi soffre di disturbi dell’alimentazione deve sapere che tali disturbi richiedono una continua valutazione medica.

I principali sintomi e segni dei danni fisici nell’anoressia nervosa e nella bulimia nervosa

Anoressia

Sintomi:

  • amenorrea;
  • depressione;
  • ansia;
  • fatica da sforzo;
  • debolezza, mal di testa, capogiri;
  • dolori addominali;
  • sensazione di pienezza;
  • urinare molto;
  • intolleranza al freddo;
  • emaciazione;
  • ipotermia;
  • bradicardia;
  • ipotensione.

Segni:

  • pelle secca;
  • unghie e capelli fragili;
  • perdita di capelli;
  • pelle gialla, peluria;
  • mani e piedi cianotici;
  • edema (caviglie e occhi);
Bulimia

Sintomi:

  • mestruazioni irregolari;
  • palpitazioni cardiache;
  • bruciore esofageo;
  • dolori e gonfiori addominali;
  • stanchezza, letargia, mal di testa;
  • stipsi/diarrea;
  • denti sensibili;
  • depressione;
  • ansia;
  • gonfiore addominale;
  • battito del cuore irregolare;
  • vomitare sangue.

Segni:

  • calli sul dorso delle manighiandole salivari ingrossate;
  • erosione smalto denti;
  • macchie rosse in viso;
  • ulcere in bocca;
  • edema (caviglie e occhi);
  • gonfiore mani e piedi.

 

Danni psicologici

La maggior parte delle persone con disturbi dell’alimentazione ha bassa autostima, ansia, sintomi ossessivi, frequenti pensieri di autocritica, irritabilità, sbalzi d’umore e depressione. Questi problemi sono la conseguenza dei disturbi e possono risolversi con il trattamento e la remissione del disturbo.

 

Danni nelle relazioni sociali

I problemi interpersonali sono comuni nelle persone con disturbo dell’alimentazione; infatti, frequenti sono le dispute e le difficoltà relazionali con i genitori, con i partner e gli amici sia in conseguenza delle liti riguardanti l’alimentazione sia per i frequenti sbalzi del tono dell’umore associati al disturbo che influenzano qualsiasi rapporto interpersonale. Le persone con disturbi dell’alimentazione tendono a trascurare le amicizie per perseguire il controllo del peso e della forma del corpo; spesso evitano inviti a pranzo o a cena per timore di perdere il controllo. Quando è presente una severa perdita di peso, di solito avviene un completo isolamento sociale.

 

Danni alla carriera scolastica e lavorativa

Le persone affette da questi disturbi tendono a organizzare la loro giornata secondo a rituali precisi e stereotipati. Nelle fasi iniziali del disturbo è comune un eccessivo impegno in tutte le attività svolte, ma anche se i risultati sono ottimi, raramente sono soddisfatte dalle loro prestazioni. Con il progredire del disturbo, soprattutto se vi è una grave perdita di peso, è comune la difficoltà di concentrazione, di attenzione e di comprensione. A volte l’eccessiva frequenza di abbuffate, di vomito o di sport eccessivo impediscono lo svolgimento di qualsiasi altra attività.

 

Caratteristiche psicologiche e disturbi del comportamento alimentare

Persone con uno scarso concetto di sé possono cercare di aumentare la propria autostima e il proprio valore mediante la manipolazione e il controllo del peso e delle forme corporee. Oltre alle connotazioni positive sociali associate alla magrezza, il parametro peso ha delle proprietà che lo rendono una pietra di paragone eccezionale per valutare se stessi: è osservabile, quantificabile, non ambiguo e soprattutto più facilmente controllabile rispetto ad altri aspetti della vita. L’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme del corpo porta spesso a voler intraprendere una dieta, che spesso viene seguita in modo rigido (dieta ferrea: comprende regole dietetiche rigide ed estreme su quando, quanto e cosa mangiare – per es. non mangiare mai prima di una certa ora, solo alcuni alimenti, con continui conteggi di calorie), anche grazie sottostanti caratteristiche di personalità come il perfezionismo, il pensiero tutto-nulla e l’incapacità di gestire le emozioni.

Le caratteristiche di personalità del soggetto possono influenzare lo sviluppo della psicopatologia secondo due vie differenti:

  • i soggetti con tratti perfezionistici, possono intraprendere una dieta ferrea protraendola nel tempo sulla base di incentivi, dapprima positivi (come il senso di controllo, di trionfo e successo sociale) e poi negativi (come l’ossessione per il cibo e paura di ingrassare ), fino anche a gradi di emaciazione estremi e alla comparsa di complicanze fisiche e psicologiche che tendono a mantenere il disturbo. In queste situazioni si parla di Anoressia Nervosa.
  • i soggetti con problemi di controllo delle emozioni in cui la dieta ferrea non riesce ad essere mantenuta a scapito dell’insorgenza di abbuffate sviluppano Bulimia Nervosa o Disturbo dell’ Alimentazione BED. Le abbuffate, peggiorando il concetto di sé già scarso, aumentando la preoccupazione per il peso e le forme del corpo, stimolano i tentativi di adesione alla dieta e altri comportamenti di compenso come il vomito, l’uso di diuretici, lassativi, o esercizio fisico eccessivo. Si crea un circolo vizioso destinato a ripetersi.

Come Contattarci

Per quanti fossero interessati ad approfondire le tematiche relative alla terapia dei distubi alimentari nella sede di Milano è possibile chiamare il numero di Telefono 375.5389280 oppure inviare una mail all’indirizzo info@centropsicologiamilano.com per prenotare un primo colloquio. È possibile inoltre consultare la pagina COME CONTATTARCI per avere ulteriori informazioni.


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