Da Dott.ssa M. Galimberti

e Dott.ssa L. Carrara

Il costrutto psicologico di narcisismo è stato introdotto per la prima volta da Freud nell’opera “Introduzione al Narcisismo” del 1914; da allora è diventato uno dei principali oggetti di studio di diversi campi della psichiatria e della psicologia (clinica, sociale e della personalità), prestandosi a continue revisioni terminologiche e di significato.

Sebbene sia un costrutto antico, solo recentemente sembra che la letteratura teorica ed empirica sia giunta ad una concettualizzazione esaustiva e condivisa di narcisismo, che chiarifica innanzitutto il confine esistente tra narcisismo sano e patologico.

Il narcisismo sano rimanda alla capacità di mantenere un senso di sé coeso e livelli di autostima adeguati e realistici attraverso processi di autoregolazione emotiva e regolazione interpersonale.

I bisogni umani di riconoscimento e ammirazione portano a ricercare nell’ambiente esterno, in particolare nelle relazioni quotidiane, esperienze che rinforzano l’immagine positiva di sé.

Il narcisismo risulta adattivo quando, attraverso un’adeguata regolazione delle emozioni negative e il mantenimento di sufficienti livelli di autostima, consente all’individuo di affrontare anche eventuali frustrazioni che rischiano di intaccare la valutazione di sé.

Il narcisismo assume un’accezione patologica quando si associa a caratteristiche di rigidità e pervasività e a deficit nella capacità di autoregolazione: ibisogni di ammirazione e riconoscimento sono così intensi da assorbire interamente l’individuo, che è a sua volta incapace di gestire e soddisfare tali bisogni in modo adeguato. 

Obiettivo primario del narcisista diventa quindi la ricerca costante di esperienze esterne di soddisfazione e gratificazione, indipendentemente dalle tempistiche, dai contesti, dalle modalità e dalle strategie impiegate. Trovano così una diretta spiegazione le caratteristiche tipiche degli atteggiamenti e dei comportamenti narcisistici, manifeste soprattutto nell’ambito delle relazioni interpersonali: dominanza, prevaricazione, ostilità e aggressività, mancanza di rispetto di diritti e bisogni altrui, assenza di empatia e di reale interesse verso gli altri.

Grandiosità e vulnerabilità narcisistiche: due modi per manifestare la propria sofferenza

Uno dei principali ostacoli nell’elaborazione di una definizione univoca di narcisismo patologico è imputabile alle differenze tra le concettualizzazioni proposte all’interno dei due principali approcci che nel tempo hanno studiato il funzionamento e le manifestazioni del narcisismo, l’approccio psichiatrico e l’approccio clinico. 

Negli ultimi anni numerosi tentativi sono stati realizzati allo scopo di integrare e sistematizzare in un’unica cornice coerente le conoscenze provenienti dai due ambiti di ricerca.  Tali tentativi hanno portato non solo ad una concettualizzazione condivisa di narcisismo e di come si differenzi nelle sue forme adattive e patologiche ma anche ad una progressione nella conoscenza

 e comprensione delle sue due principali manifestazioni fenotipiche: la grandiosità e la vulnerabilità narcisistica. 

Come si manifesta quindi il narcisismo patologico?

In ambito psichiatrico il narcisismo patologico è stato studiato prevalentemente in riferimento al Disturbo Narcisistico di Personalità (NPD)

L’attuale versione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) definisce il NPD come un “pattern pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia”, riportando tra i criteri diagnostici il senso grandioso di importanza e superiorità senza adeguata motivazione, fantasie di successo, atteggiamenti e modalità comportamentali di arroganza, presuntuosità e di sfruttamento dei rapporti interpersonali. La diagnosi per il NPD sembra quindi enfatizzare la manifestazione comportamentale grandiosa della patologia narcisistica, tralasciando quasi completamente la manifestazione vulnerabile che però è spesso osservata nei contesti di cura

È nell’ambito clinico che si è resa evidente l’esistenza di entrambe le manifestazioni fenotipiche di narcisismo patologico: la forma grandiosa e la forma vulnerabile

Da tempo, i clinici esperti di disturbi di personalità sottolineano infatti che nella loro pratica è molto più frequente che i pazienti narcisisti giungano a richiedere aiuto quando si trovano in uno stato di vulnerabilità piuttosto che di grandiosità.

Le manifestazioni di grandiosità e di vulnerabilità rappresentano le differenti modalità e strategie impiegate dal narcisista per far fronte alle difficoltà che lo caratterizzano: deficit di autostima, disregolazione affettiva e difficoltà nelle relazioni interpersonali. 

Nel caso del quadro grandioso, la scarsa autostima viene compensata da un senso esagerato di superiorità e unicità, cui fanno seguito sentimenti di disprezzo per le altre persone, modalità comportamentali aggressive e di prevaricazione, aspettative irrealistiche e fantasie grandiose di soddisfazione dei propri bisogni.

Nel quadro vulnerabile del narcisismo patologico il deficit di autostima viene compensato attraverso la creazione di fantasie grandiose, con l’emergere però di intensi vissuti di vergogna per i propri bisogni e le proprie ambizioni, di un profondo senso di umiliazione e di un ipersensibilità al giudizio altrui. La tipica ricerca di ammirazione è quindi sostituita dall’evitamento di tutte quelle situazioni sociali e relazionali che potrebbero comportare fallimenti, critiche e rifiuti; è in questo modo che il narcisista mantiene la grandiosità al riparo dai rischi della vita reale, nel segreto delle proprie fantasie. 

Infine è ormai ampiamente riconosciuta la presenza di fluttuazioni tra manifestazioni di grandiosità e di vulnerabilità nel medesimo individuo, che si rendono evidenti anche durante le diverse fasi del trattamento in ambito clinico. 

In tal senso, dunque, la sintomatologia narcisistica si configura come una diretta espressione di tentativi mutevoli e dinamici di regolazione dell’autostima.

Guarda il Video sul narcisismo sano e patologico

Bibliografia

Gaudio M. (2019), Disturbo narcisistico di personalità: grandiosità, vulnerabilità e comorbilità psichiatrica. State of Mind. Il giornale delle scienze psicologiche.

Pincus, A. L., Cain, N. M., e Wright, A. G. C. (2014), Narcissistic Grandiosity and Narcissistic Vulnerability in Psychotherapy. Personality Disorders: Theory, Research, and Treatment. Advance online publication. doi: 10.1037/per0000031

Ronningstam, E. (2005a), Identifying and understanding the narcissistic personality. New York, NY: Oxford University Press. 

Ronningstam, E. (2005b), Narcissistic personality disorder: A review. In M. Maj, H. S. Akiskal, J. E. Mezzich, e A. Okasha (Eds.), Evidence and experience in psychiatry: Vol. 8. Personality disorders (pag. 277-327). New York, NY: Wiley 

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